A Orte la memoria popolare rivive con “Tradizioni, dialetto e curiosità popolari ortane”

 

Il 1° settembre, nell’ambito dell’Ottava Medievale, la presentazione del volume di Vincenzo Cherubini, promosso e finanziato da Lighthouse.

La memoria di una comunità vive nelle sue parole, nei canti, nelle preghiere, nei racconti e nelle tradizioni tramandate nel tempo. È questo il patrimonio raccolto nel volume “Tradizioni, dialetto e curiosità popolari ortane”, realizzato dal concittadino Vincenzo Cherubini e promosso da Lighthouse.

Il libro sarà presentato il 1° settembre alle ore 17.00, presso il Palazzo Vescovile di via Giulio Roscio, nell’ambito delle celebrazioni dell’Ottava Medievale. A illustrare il progetto saranno la linguista Miriam Di Carlo e il dott. Vincenzo Cherubini.

Il volume raccoglie una significativa parte del folklore ortano, documentato attraverso testimonianze, manoscritti, ricerche e interviste. Un vero viaggio nella cultura popolare di Orte, che comprende canti popolari e religiosi, con relativi spartiti, Pasquarella, Passione e Cantamaggio, stornelli, poesie di autori ortani e le “frangiottole”, le favole della tradizione.

Tra i contenuti più curiosi figura il “diavoletto ortano”, già documentato in un manoscritto del XIV secolo, insieme alle preghiere popolari recitate per i defunti, contro temporali e fulmini, per guarire gli occhi, cuocere il pane o trovare marito. Il libro contiene inoltre uno scritto inedito di Guido Lupi del 1992 sulla Pasquarella, ricco di aneddoti.

Particolarmente significativo è il lavoro sulla lingua e sulla memoria del territorio: vengono raccolti antroponimi, zoonimi e nomi dialettali di erbe, piante e frutti, oltre alle testimonianze sulla transumanza e ai proverbi popolari rivolti ai figli.

Non mancano documenti storici e curiosità, come la trascrizione integrale di una causa del 1833 per una “Ellerata”, un’ingiuria compiuta attraverso le erbe, e la ricerca sull’origine del carciofo ortano come dolce, ricostruita anche attraverso interviste dirette.

Il progetto supera inoltre i confini del libro grazie a un tracciato itinerante nel centro storico, dedicato a temi della vita popolare — dal vino ai tradimenti, dai litigi all’avarizia — accompagnati da stornelli e canzoncine.

La presentazione rappresenta così un’occasione per riscoprire e valorizzare un patrimonio fatto di parole, musica, racconti e memorie, che rischia di perdersi ma che continua a raccontare l’identità più autentica della comunità ortana.

Appuntamento martedì 1° settembre alle ore 17.00 al Palazzo Vescovile di via Giulio Roscio.



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